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la prima è un procedimento giudiziario, dove a decidere le condizioni della separazione (assegnazione della casa, affidamento dei figli, mantenimento, ecc…) è il Tribunale, prima con provvedimenti provvisori alla prima udienza, che si tiene dopo circa 3/4 mesi dal deposito del ricorso, e poi, dopo una fase istruttoria, con sentenza. Nella separazione consensuale, invece, le parti decidono autonomamente tutte le condizioni della separazione con l’assistenza di un solo legale o di un legale per parte;

La negoziazione assistita è una procedura di soluzione delle liti senza andare in tribunale, con la sola assistenza degli avvocati (uno per parte); si può negoziare anche per una separazione o in divorzio consensuale. In alcuni casi è prevista per legge come condizione per poter poi procedere con la causa (ad. esempio nei casi di incidente stradale). È una procedura veloce, ma con una serie di responsabilità per i legali che la rendono molto delicata, per cui è importante che il legale sia molto preparato e si occupi della materia;

Il primo è un procedimento giudiziario, dove a decidere le condizioni del divorzio (assegno di divorzio, affidamento dei figli, mantenimento, ecc…) è il Tribunale, prima con provvedimenti provvisori alla prima udienza, che si tiene dopo circa 3/4 mesi dal deposito del ricorso, e poi, dopo una fase istruttoria, con sentenza. Nel divorzio congiunto, invece, gli ex coniugi decidono autonomamente tutte le condizioni del divorzio con l’assistenza di un solo legale o di un legale per parte;

Dipende dal tipo di separazione. Occorrono, infatti, 6 mesi in caso di separazione consensuale o effettuata mediante negoziazione assistita ed 1 anno in caso di giudiziale.

Si può fare anche solo una scrittura privata ma, anche se c’è un accordo, conviene andare in tribunale per farlo validare (facendolo diventare una sentenza) per avere la certezza di farlo rispettare. Se non c’è accordo è competente il tribunale ordinario; si può negoziare l’accordo con l’assistenza di un solo legale oppure di un legale per parte;

Non necessariamente, ma solo se vi è una altissima conflittualità tra i genitori o si sospettano pregiudizi per i figli minori, così come avviene per i figli delle coppie sposate.

E’ un procedimento di risoluzione alternativa delle controversie, che si svolge presso un organismo accreditato dal Ministero dove un terzo imparziale (il Mediatore) aiuta le parti a trovare un accordo che diventa titolo esecutivo. In alcune materie è obbligatoria ed il tentativo di mediazione è condizione necessaria per procedere poi con l’eventuale causa in Tribunale (ad esempio, in materia di contratti assicurativi e bancari, diritti reali, successioni, condominio, locazione e comodato ecc…);

Per Mediazione Familiare si intende la mediazione di questioni familiari, includendovi rapporti tra presone sposate e non (ovvero semplici conviventi o genitori non sposati), con lo scopo di facilitare la soluzione di liti riguardanti aspetti relazionali e organizzativi concreti, prima, durante o dopo il passaggio in giudicato della sentenza (relativa a separazione, divorzio, divisione beni, regolamentazione affidamento e mantenimento figli, responsabilità genitoriale, residenza dei figli, ecc…), con implicazioni LEGALI, ECONOMICHE e FISCALI.
Per svolgere un percorso di mediazione familiare è consigliabile rivolgersi a professionisti qualificati, che hanno svolto un corso riconosciuto dalle principali associazioni di Mediazione Familiare (A.i.Me.f, A.i.m.s e Simef);

Nell’immediatezza del sinistro, se non c’è contrasto sulle modalità e la responsabilità dell’incidente, le parti possono sottoscrive il modulo CAI (Constatazione Amichevole di Incidente), in caso contrario occorre chiamare le Autorità (Polizia Municipale, Carabinieri, ecc…), affinché redigano apposito verbale.
Dopo di che, è altamente consigliabile rivolgersi ad un legale esperto in materia, che assicuri alla vittima dell’incidente la giusta tutela nella fase della trattativa con l’Assicurazione e nella successiva scelta di procedere o meno con la causa;

In caso di incidente, le spese legali vengono rimborsate dall’assicurazione. In particolare il danneggiato che si rivolge allo Studio Palumbi verrà assistito nella fase stragiudiziale senza essere gravato da costi e spese legali, che verranno corrisposte dall’assicuratore, in caso di accordo, alla chiusura della pratica.

E’ necessario affidarsi ad un legale per procedere con una causa di sfratto per morosità, al fine di ottenere dal Tribunale, con un procedimento piuttosto veloce, un provvedimento che autorizzi il locatore a fa rilasciare forzosamente l’immobile e l’emissione di un decreto ingiuntivo per le somme non corrisposte dall’inquilino.

Le cause per malasanità sono cause ordinarie che si promuovono avanti al Tribunale Civile ed hanno la durata media di un processo (circa 2/3 anni). Occorre altresì tenere in considerazione che nelle cause per malasanità sarà necessario procedere ad una consulenza tecnica d’ufficio, volta ad accertare l’errore medico e la quantificazione del danno derivato dall’errore.
La disciplina vigente prevede inoltre che la causa per malasanità sia obbligatoriamente preceduta dalla Mediazione Civile o, in alternativa, da un procedimento per A.T.P. (Accertamento Tecnico Preventivo), volto ad anticipare la fase della consulenza tecnica, al fine di tentare la composizione transattiva della controversia.

In caso di incidente stradale le spese per la consulenza medico-legale, necessaria per quantificare il danno subito dalla vittima di un incidente stradale, vengono anticipate dal danneggiato e rimborsate, poi, dalla compagnia di Assicurazione, al momento della definizione della controversia.

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