il curatore speciale del minore

Il Curatore Speciale del Minore

La Riforma Cartabia (D.lgs. 149/2022) ha introdotto importanti innovazioni nel sistema della giustizia familiare, rafforzando il ruolo del curatore speciale del minore nei procedimenti in cui l’interesse del minore rischia di essere sacrificato o non adeguatamente rappresentato.

Il curatore speciale è una figura terza e indipendente, nominata dal giudice quando emerge un conflitto di interessi tra il minore e uno o entrambi i genitori.

La scelta ricade spesso tra gli avvocati del foro competente per la causa, esperti in materia e, come avviene in molti Tribunali italiani, inseriti in appositi Elenchi redatti dal Consiglio dell’ordine degli avvocati.

Il compito principale del Curatore Speciale è di rappresentare il minore nel processo, garantendone la tutela e portando all’attenzione del Giudice i suoi bisogni e la sua reale posizione.

La Riforma Cartabia ha reso più chiari e frequenti i casi in cui la nomina è obbligatoria: situazioni di pregiudizio, inadempienze gravi, sospensione o limitazione della responsabilità genitoriale, forte conflittualità, o necessità di ascolto del minore in un contesto protetto e professionalmente guidato.

Il curatore speciale può partecipare alle udienze, depositare memorie e istanze, chiedere l’audizione del minore, opporsi a richieste delle parti e segnalare eventuali condizioni di rischio.

La sua autonomia rispetto a genitori, servizi sociali e consulenti tecnici lo rende una tutela concreta e imparziale nelle vicende familiari più delicate.

Grazie alla riforma, questa figura assume oggi un ruolo più strutturato e centrale nella protezione del minore, garantendo che la sua voce e il suo interesse superiore rimangano il vero punto focale del procedimento.