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La figura del Coordinatore Genitoriale dopo la Riforma Cartabia

La Riforma Cartabia ha ridefinito il sistema della giustizia familiare ponendo al centro la tutela del minore, la gestione responsabile dei conflitti e la valorizzazione degli strumenti alternativi al contenzioso.

Sebbene la riforma non abbia introdotto una disciplina normativa specifica per il coordinatore genitoriale, il nuovo impianto processuale ne favorisce l’impiego nei casi di elevata conflittualità tra i genitori (in base all’art. 473 bis n. 26 c.p.c.).

Il coordinatore genitoriale è un professionista qualificato – psicologo, avvocato esperto in diritto di famiglia, pedagogista o assistente sociale – che supporta i genitori nell’applicazione concreta dei provvedimenti del giudice o degli accordi omologati.

Il suo compito è facilitare la comunicazione, ridurre le tensioni e aiutare a trovare soluzioni operative a questioni quotidiane: gestione delle visite, festività, attività scolastiche ed extrascolastiche, scambi di informazioni, rispetto degli orari.

Si tratta di una figura non giudiziaria ma con una funzione gestionale e di monitoraggio, particolarmente utile quando la conflittualità è cronica e impedisce ai genitori di cooperare nell’interesse dei figli.
Proprio in questa prospettiva, il modello introdotto dalla Riforma Cartabia – più rapido, uniforme e orientato alla collaborazione – ha favorito la diffusione del coordinamento genitoriale in diversi Tribunali italiani.

Il suo intervento può essere richiesto dalle parti oppure disposto dal giudice, soprattutto nei procedimenti caratterizzati da gravi difficoltà comunicative o da continui inadempimenti.

Pur non avendo poteri decisori in senso stretto, il coordinatore può proporre soluzioni, chiarire l’interpretazione dei provvedimenti e segnalare eventuali criticità all’autorità giudiziaria, nei limiti dell’incarico ricevuto.

La crescente applicazione di questa figura dimostra la necessità di strumenti pratici e continuativi che vadano oltre la singola decisione giudiziale, garantendo ai minori stabilità, prevedibilità e un clima familiare meno conflittuale. Il coordinatore genitoriale rappresenta dunque una risorsa efficace, in linea con la filosofia della Riforma Cartabia: fare della tutela del minore un obiettivo concreto, quotidiano e realmente condiviso.